Ogni giorno i prezzi dei beni e servizi continuano ad aumentare in una morsa inflazionistica che sembra non abbandonarci. Il problema di fondo rimane sempre lo stesso: il mancato riallineamento di stipendi e salari alla velocità con cui il potere di acquisto reale del denaro si riduce, consentendo di acquistare meno beni e servizi rispetto a prima dell’impatto inflazionistico.
Ma quanto pesano i rincari sulle nostre tasche?
Anche se può accadere che l’inflazione percepita sia diversa da quella calcolata dall’Istat, la conseguenza della guerra in Medio Oriente, è stata un reale e importante aumento dei prezzi e delle tariffe in tutti i settori.
Codacons ha calcolato, in uno studio, l’impatto dei rincari, per dare una fotografia di ciò che sta compromettendo la serenità della quotidianità nella gestione dei consumi familiari.
In primo luogo, bisogna considerare che l’impatto sui cittadini è diverso, in quanto incidono la condizione lavorativa di ognuno e la composizione del nucleo familiare.
Questi i numeri: se i prezzi si manterranno ai livelli attuali, un pensionato che vive da solo spenderà, in totale, 667 € in più rispetto allo scorso anno, a parità di consumi. Ovvero, oltre 55 € in più al mese.
Un single con meno di 35 anni, invece, spenderà 704 € in più (più di 58 € al mese). Per una coppia senza figli il conto aumenta di 1.167 € (97 € in più al mese). Una famiglia monogenitoriale vedrà aumentare la spesa annuale di 976 € (81 € in più al mese) e, infine, una coppia con un figlio spenderà 1.281€ in più (oltre 106 € in più al mese), mentre, se i figli a carico sono due il conto sale di 1.415 € (quasi 118 € in più al mese).
Quanto incide la condizione lavorativa secondo lo studio Codacons sulla spesa in più da calcolare per il 2026?
Per un disoccupato +701 €; per un operaio + 936 €; per un quadro o un dirigente +1.259 € e per un imprenditore o libero professionista +1.616 €.
Quanto corrispondono i numeri stimati dalla Codacons alla nostra reale situazione?
Nello stesso studio si legge che sono i prodotti tecnologici a subire i maggiori rincari, mentre crollano i listini del burro e le tariffe aeree. L’aumento dei costi dell’energia e delle utenze li abbiamo ogni giorno sotto gli occhi, come quelli degli ortaggi e della frutta. Ma insomma, capita ad ognuno di noi di andare a fare la spesa e di comprare meno, spendendo più di prima.
A settembre la benzina ha raggiunto i valori più elevati dal marzo 2022. Il gasolio ha stabilito un nuovo massimo storico nominale nella serie settimanale disponibile dal 1996.
Secondo le stime preliminari dell’Istat, nel mese di agosto l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività NIC, al lordo dei tabacchi, ha registrato un aumento pari a +0,7% su base mensile e a +4,2% su base annua.
Salari e stipendi dal 2021 ad oggi non sono cresciuti in Italia, anzi. E abbiamo, già affrontato l’aumento dei prezzi del 2022 e del 2023.
Occorrono politiche economiche e sociali mirate. Da sola, la politica monetaria non è sufficiente per eliminare le disuguaglianze e riportare in equilibrio il bilancio di molte famiglie italiane.
Maria Luisa Visione


