
Anticipare la pensione? Non sempre è la scelta desiderata. Si potrebbe, invece, decidere di posticiparla. Quali opzioni vengono riservate ai lavoratori?
Il posticipo al pensionamento riguarda i lavoratori dipendenti ed è già operativo da alcuni anni: pur in presenza dei requisiti per la pensione anticipata flessibile (62 anni di età e 41 anni di contributi) tale categoria di lavoratori potrà decidere, entro il 31 dicembre del 2025, di rimanere a lavoro.
Con la manovra di bilancio 2025, l’opportunità del posticipo è stata estesa anche a coloro che matureranno i requisiti per la pensione anticipata sempre entro il 31 dicembre 2025 (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne). Come funziona?
Si potrà restare a lavoro richiedendo al datore di lavoro di ricevere in busta paga la propria quota di contributi che viene versata all’Inps ogni mese. Quindi, non si va in pensione e si ricevono i contributi mensili, in attesa di raggiungere l’età della pensione di vecchiaia. Questo significa che il salvadanaio contributivo finale si ridurrà a causa dei mancati versamenti, avendo in cambio un beneficio monetario nel presente. Coloro che vorranno usufruirne potranno presentare domanda sul sito Istituzionale, tramite Spid, oppure rivolgersi ai patronati, o, in alternativa contattare il Contact Center Multicanale (numero verde 803164 da rete fissa – numero 06164164 da rete mobile).
Quale importo si riceve in busta paga?
In generale l’importo corrisponde al 9,19% della retribuzione, ed è esente da imposizione, sia fiscale che contributiva.
La valutazione è soggettiva; dipenderà da quanto si vuole rimanere attivi professionalmente piuttosto che dedicarsi ad attività diverse, alla famiglia, alle proprie passioni. Certo, con gli standard attuali, una persona di 62, 64 anni è ancora giovane ed ha davanti una buona aspettativa di vita.
Vediamo, in base ai dati OCSE, qual è la geografia del pensionamento obbligatorio per gli altri Paesi:
64,5 anni in Francia; 65,7 anni in Germania; 67 anni in Norvegia e Islanda; 66,3 anni nei Paesi Bassi; 66 anni in Regno Unito e Irlanda; Danimarca 65,5 anni; Portogallo 65,3 anni; Cipro, Svezia, Spagna, Finlandia e Belgio 65 anni; Romania 65 anni gli uomini e 61,3 anni le donne; Croazia 65 anni gli uomini e 62,5 anni le donne; Svizzera 65 anni gli uomini e 64 anni le donne; Polonia e Austria 65 anni gli uomini e 60 anni le donne.
I Paesi in cui le donne vivono di più, fino a 26 anni e oltre dopo la pensione sono: Italia, Francia, Belgio, Grecia, Lussemburgo e Spagna.
Con l’aumento in corso dell’aspettativa di vita è prevedibile che l’età di pensionamento obbligatoria si allunghi e che venga equiparata per uomini e donne, come già accade in diversi Paesi. Per l’Italia, l’ipotesi è che si esca dal lavoro intorno ai 71 anni nel 2060.
Quindi, attenzione a spendere bene il tempo prima del pensionamento, utilizzando tutti gli strumenti di natura finanziaria, assicurativa e previdenziale che consentono di costruire l’opzione di vivere in serenità il domani, anticipando, se ciò corrisponde al desiderio.
Il posticipo sarà un’opzione che vedremo anche nei prossimi anni? Stando ai conti di bilancio, a mio avviso è verosimile.
Pianifichiamo per allargare le opportunità di scelta.
Maria Luisa Visione